Il metodo educativo del Movimento - Un movimento nella Chiesa

Il metodo educativo del Movimento

I fattori del metodo educativo di don Giussani

«Fin dalla prima ora di scuola – ha scritto don Giussani – ho sempre detto: “Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che vi dirò. E le cose che io vi dirò sono un’esperienza che è l’esito di un lungo passato: duemila anni”. Il rispetto di questo metodo ha caratterizzato fin dall’inizio il nostro impegno educativo, indicandone con chiarezza lo scopo: mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita».

Il metodo educativo di don Giussani si può sintetizzare in cinque fattori:

a) L’avvenimento di un incontro


Chi incontra il Movimento si imbatte in un’esperienza riconducibile alla fede trasmessa da secoli nella Chiesa cattolica (tradizione). La fede è «proposta come la suprema razionalità, in quanto l’incontro con l’avvenimento che la veicola genera un’esperienza e una corrispondenza all’umano impensata, impensabile».

b) Lealtà con la tradizione

«Per educare occorre proporre adeguatamente il passato. Senza questa proposta del passato, della conoscenza del passato, della tradizione, il giovane cresce cervellotico o scettico». «Tale tradizione funziona per il giovane come una specie di ipotesi esplicativa della realtà».

c) Autorità: esistenzialità di una proposta

«Il passato può essere proposto ai giovani solo se è presentato dentro un vissuto presente che ne sottolinei la corrispondenza con le esigenze ultime del cuore». Questo compito è svolto dall’autorità: persone che coscientemente vivono e propongono la tradizione dandone le ragioni.

d) Educazione alla critica e verifica personale

La tradizione proposta deve essere poi verificata personalmente, cioè paragonata con le proprie esigenze ed evidenze ultime. Solo così, nell’impatto con l’ambiente e la realtà tutta, non si è alienati o omologati alla cultura dominante.

e) Il rischio, necessario alla libertà

Il confronto con il mondo espone il giovane al rischio di scelte o orientamenti diversi da quelli indicati dall’educatore. Tale rischio è inevitabile e necessario affinché la personalità maturi realmente e la libertà si giochi in tutta la sua potenza.

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