Saluto di Julián Carrón a conclusione del Triduo pasquale di GS - Testi di Julián Carrón

Saluto di Julián Carrón a conclusione del Triduo pasquale di GS

Julián Carrón

15/04/2017 - Rimini, 15 aprile 2017

Carissimi amici,

penso a ciascuno di voi dominato dal desiderio di diventare grande.
Crescere vuol dire prendere in mano le redini della propria vita.
Ma questo non sempre è semplice. A volte, infatti, ci viene la voglia di tornare indietro.
Era più comodo, meno impegnativo quando erano altri che pensavano ad affrontare i problemi per noi.
E tante volte ritorna la domanda: ma io voglio veramente crescere o preferisco rimanere bambino?

Assecondare il desiderio di diventare grandi richiede un amore, una passione verso se stessi.
Vivere all’altezza del nostro desiderio è un impegno.
Ed è solo per gli audaci, come vi dico spesso; è per chi vuole essere protagonista in prima persona, senza scaricare la propria libertà sugli altri.

Sono io che voglio scoprire tutta la bellezza del vivere, tutta l’intensità che può raggiungere la mia vita.
Scoprirlo, ci ricorda don Giussani, è «un traguardo possibile solo per chi prende sul serio la vita», senza escludere niente: «Amore, studio, politica, denaro, fino al cibo e al riposo, senza nulla dimenticare, né l’amicizia, né la speranza, né il perdono, né la rabbia, né la pazienza».
La ragione di questa audacia è l’incrollabile certezza di don Giussani che «dentro […] ogni gesto sta il passo verso il proprio destino» (Il senso religioso, pp. 48-49).

Che brividi alzarsi ogni mattina con la curiosità di scoprire come ogni gesto si può rivelare un passo al destino, in ogni sfida da affrontare!
Possiamo farlo solo per la certezza di avere un compagno di cammino come Gesù. «Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

Con la Sua compagnia possiamo osare affrontare qualsiasi sfida, come ci testimonia uno che non ha avuto paura di diventare grande, papa Francesco: «Non lasciamoci imprigionare dalla tentazione di rimanere soli e sfiduciati a piangerci addosso per quello che ci succede; non cediamo alla logica inutile e inconcludente della paura, al ripetere rassegnato che va tutto male e niente è più come una volta. Questa è l’atmosfera del sepolcro; il Signore desidera invece aprire la via della vita, quella dell’incontro con Lui, della fiducia in Lui, della risurrezione del cuore, la via dell’“Alzati! Alzati, vieni fuori!”. È questo che ci chiede il Signore, e Lui è accanto a noi per farlo» (Omelia a Carpi, 2 aprile 2017).

Buona Pasqua!
Il vostro amico Julián

© Fraternità di Comunione e Liberazione. CF 97038000580 / Webmaster / Note legali / Credits