L'inviato Fausto Biloslavo.

BILOSLAVO A Tripoli i missili “aiutano” Gheddafi e la gente muore per lui

L'inviato del "Giornale" racconta dal fronte libico al "sussidiario.net" che cosa sta avvenendo nel quarto giorno dall’inizio dei raid aerei sulla Libia
Pietro Vernizzi

«Gheddafi sa che i missili occidentali non possono scalfire il suo potere, anzi sfrutta i bombardamenti alleati a suo favore come strumento di una continua propaganda». A rivelarlo è Fausto Biloslavo, inviato da Tripoli per il Giornale. Ilsussidiario.net lo ha raggiunto telefonicamente durante un sopralluogo nella capitale libica, per raccontare in presa diretta che cosa sta avvenendo nel quarto giorno dall’inizio dei raid aerei. Per Biloslavo, «l’intervento dell’Occidente certamente non porterà a una svolta, e Gheddafi potrà essere cacciato solo a condizione di compiere un bagno di sangue. I sostenitori del Colonnello sono molto convinti e i ribelli non sono stati in grado di esprimere un’alternativa credibile, anche perché al loro interno si nascondono delle piccole cellule terroristiche».

Biloslavo, che clima si respira a Tripoli in queste ore?
Quello che si percepisce senza alcun dubbio è che Tripoli è in grado di resistere ancora a lungo. La capitale è fermamente in mano ai sostenitori di Gheddafi, anche se ci sono diversi oppositori che però non osano farsi sentire.

C’è molta paura per i bombardamenti?
No, non si respira affatto un clima di paura tra la popolazione. Di notte c’è la guerra, e di giorno tutto ritorna a un’apparente calma e normalità.


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