La scuola ha bisogno di più musica

Siamo uno dei Paesi più ricchi per produzione musicale, ma tra gli ultimi come preparazione. L'associazione Il Rischio Educativo e Università Cattolica vi dedicano l'edizione 2018 della Summer School. Per far sì che quest'arte «diventi cultura»
Paola Ronconi

Fra i Paesi europei l’Italia, che pur vanta una produzione musicale fra le più ricche e rinomate al mondo, è forse agli ultimi posti nella preparazione musicale generale. Basta questa affermazione per capire l’urgenza di un corso come quello organizzato per questa estate da associazione culturale Il Rischio Educativo e Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito delle annuali Summer School, corsi residenziali monotematici destinati a insegnanti di ogni ordine e grado, laureati e ricercatori. L’edizione 2018 ha, infatti, per tema “La musica nella cultura e nella scuola”.

Se è vero che la musica è bellezza, linguaggio, conoscenza, è un dato di fatto che le aule scolastiche del nostro Paese, negli ultimi decenni, non hanno aiutato a incrementare una vera passione verso questa materia, relegandola a interesse per specialisti, per pochi esperti. Non si tratta però semplicemente di insegnare a leggere uno spartito o a suonare uno strumento: ci vuole un modo nuovo di coltivare quest’arte, comprendendo il valore sociale e culturale che racchiude. «La musica, infatti, è la visione sensibile di un’epoca, la propria e un’epoca del passato, ed è la strada migliore per comprendere il proprio tempo e le generazioni prima della nostra», sostiene Onorato Grassi, docente alla Lumsa a Roma e all’Università Cattolica, nonché membro del comitato scientifico de Il Rischio Educativo.



Ma recentemente, qualcosa si sta muovendo nelle scuole: «Negli ultimi anni importanti e pioneristiche iniziative, sia attraverso aggregazioni musicali spontanee sia da parte istituzionale, hanno promosso progetti volti alla diffusione della cultura musicale», dice ancora Grassi. «Ed è in questo quadro che si colloca la Summer School di quest’anno, con lo specifico intento di avvicinare maggiormente alla sensibilità musicale gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i giovani studenti universitari che vorranno insegnare». Il metodo: «Aprire il mondo della scuola alla società e metterlo in rapporto con l’università e il mondo delle professioni e del lavoro».

Il corso residenziale si svolgerà a Montecatini (Lucca) presso l’Hotel Belvedere, dal 13 al 15 luglio; tre giornate di sessioni di lavoro plenarie, curate da docenti ed esperti, come, per citarne alcuni, Pippo Molino (compositore), Luca Montecchi, Armando Torno (editorialista e saggista), Paolo Cattaneo (Università degli Studi di Milano), Carlo Balzaretti (Conservatorio di Como), Martina Beria (Teatro sociale di Como) e che spazieranno dall’insegnamento nella scuola italiana alla musica come esperienza di bellezza, dalle orchestre giovanili alla musica come metodo terapeutico.
Domenica interverrà Luigi Berlinguer, già ministro dell’Istruzione e presidente del Comitato per l’Apprendimento della Musica.
Sabato sera sarà inoltre possibile partecipare a Torre del Lago all’opera Turandot di Giacomo Puccini. Termine iscrizioni 31 maggio 2018. Programma completo su www.ilrischioeducativo.org