Compagni al destino

Gli appunti dall’Assemblea all’Equipe degli insegnanti e educatori di Comunione e Liberazione con Julián Carrón, che si è svolta in video collegamento il 4 settembre 2021

L’Equipe degli insegnanti e educatori di Comunione e Liberazione (CLE) è un’occasione di amicizia, di dialogo e di incontro. Così mostra l’esperienza di molti adulti che, impegnati a vario titolo nel mondo dell’educazione dei più giovani, vi hanno preso parte in questi anni.
L’appuntamento di quest’anno – alla vigilia dell’inizio della scuola – era particolarmente atteso, non solo per la gioia di ritrovarsi in presenza in un clima più disteso, ma anche per la consapevolezza di attraversare un momento drammatico, immersi in un tempo che sfida il nostro io.
Lo scorso anno scolastico, vissuto tra l’attesa di un ritorno alla normalità e quarantene più o meno faticose, era già stato caratterizzato da forme e occasioni di incontro inedite – attraverso le piattaforme web – nell’ambito della vita di Gioventù Studentesca: testimonianze, assemblee, gruppi studio, che hanno visto il protagonismo di ragazzi creativamente all’opera.
Le vacanze estive, innescate da un desiderio incomprimibile di vita e di amicizia, sono state volute dai ragazzi, che spesso hanno coinvolto gli adulti prima che questi prendessero iniziativa, e si sono rivelate luogo di incontri e di fatti inaspettati.
«C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce» dice la canzone di Leonard Cohen
Anthem. Essa esprime molto bene il cammino di questo periodo. Dentro le numerose crepe di una realtà che ha mostrato il suo aspetto meno tranquillo e rassicurante – il lockdown, la didattica a distanza, i sentimenti di paura e incertezza –, si sono introdotte delle possibilità di luce imprevedibili: incontri, amicizie, rinascite. Nessuno si sarebbe immaginato tanta ricchezza dentro un contesto apparentemente così sfavorevole. Eppure è accaduto!
Tuttavia, come spesso ci viene ricordato, non basta che la realtà accada davanti ai nostri occhi (anche quella più incredibile), perché occorre uno sguardo teso a intercettare quello che vibra dentro le cose che accadono, andando fino alla loro radice; solo così le faremo davvero nostre e potremo non perderle più.
Lo stupore e la gratitudine per questi fatti hanno riaperto domande su di sé e sulla propria umanità, sulla grazia del carisma incontrato e sulla responsabilità personale di fronte al mondo. Dal desiderio di affrontare le domande e di giudicare il cammino di questi mesi è nata l’idea di un dialogo con Julián Carrón, che ha costituito il cuore dei giorni dell’Equipe e che qui viene riproposto.
don Andrea Mencarelli
Francesco Barberis


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