Lettere - 2020 - Pagina 3

«Ecco perché posso amare il mare»

Lettere

Un anno cominciato in salita, per Davide. La malattia, sua e dei famigliari. Poi, il coronavirus e il futuro che si fa nebbioso, facendo saltare schemi e progetti. «Eppure non sono "affogato"»

«Più a rischio, ma più contenta»

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Ha una malattia rara che la porta a essere gravemente immunodepressa. L'indicazione è chiara: stare chiusa in casa. Ma le precauzioni non bastano a far passare la paura. Eppure...

«Se non ci fosse Cristo, scapperei»

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È un'infermiera del Policlinico di Milano. Nel giro di poche ore, giovane e inesperta, si trova a lavorare con i malati in terapia intensiva. A dominare sono la paura e il lamento. Poi, dopo il primo turno, qualcosa cambia...

«Quel che dà pace al mio cuore»

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Un giovane medico con le sue domande e le sue paure. Lo stupore che ti strappa dalla distrazione. Il desiderio di fare silenzio. E il bisogno di essere "riacciuffati" ogni volta

«Mi sono arreso alla gratitudine»

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Gabriele, di Bergamo, è riuscito ad accompagnare sua mamma al cimitero. Quasi clandestinamente. Ripensa a lei, a ciò che gli ha lasciato. Ma anche ai nostri vecchi e al perché ce ne prendiamo cura. E alla vera ricchezza di un Paese come l'Italia

«Il nostro passo di autocoscienza»

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Si sono sposati, in forma privata, il 29 febbraio. Progetti e preparativi di mesi andati in fumo. Un grande senso di ingiustizia. Ma anche la domanda: «Che cosa ci chiede il Signore?»

«Con tutti, noi condividiamo la stessa domanda»

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Un insegnante incontra, in video collegamento, un gruppo di studenti musulmani. Si parla di paura, preoccupazioni, la scuola che non c'è. Poi, qualcuno, introduce il tema di Dio. E del senso di questa prova

«Fede e solidarietà. Io le chiamo antivirus»

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Un Banco di solidarietà in provincia di Ancona che continua ad aiutare anziani soli. La mossa di un ristoratore che lavora solo per loro. E la scoperta della necessità della Scuola di comunità. Soprattutto oggi

«Gli amici sono lontani. Ma io non sono sola»

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Il desiderio di qualcosa che vinca la solitudine e i pensieri. Un messaggio che ti fa ripartire. La voglia di essere aperti alle cose che succedono. E la scoperta che, anche in famiglia, i "muri" possono cadere. Una lettera da Bologna

Il grido all'unico che può rispondere

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Lavora in Pronto soccorso, nell'Area emergenze infettive. A volte c'è la tentazione di urlare e scappare via. A volte c'è la sorpresa di essere ripresi da un semplice messaggio di un collega...

«Dire sì a tutto quello che mi è chiesto»

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Lui è un chirurgo di Milano. La sua non è una specializzazione inerente al virus. Così, nell'emergenza, si sente "ai margini". E si domanda: «Qual è il mio contributo?»...

Il sintomo di un'inquietudine di fondo

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Elena, nei primi giorni di chiusura delle scuole, era presa da mille cose. Poi si accorge che, in questo non fermarsi mai, c'è qualcosa che non le torna. E inizia un lavoro...

Si può offrire di tutto, oltre le preghiere

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Suo marito è impegnato nel reparto Coronavirus. Lei a casa con i figli impegnata con le "solite cose": pulire, lavare, cucinare. E si chiede: «Qual è la mia utilità in questo momento?».

«Qui Gesù non lo vedi solo se non vuoi»

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È ricoverato per Coronavirus. Fatica a respirare, ma tiene gli occhi aperti. Per scoprire i tanti segni della Sua presenza. «Non sono contento di essermi ammalato, ma grato per quello che sto scoprendo»

Lo "streaming" non può nascondere il buio dentro di te

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La telefonata di un amico in quarantena. Il ricordo di una vacanza nei luoghi di San Benedetto e la domanda del salmo: «C’è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?». Che neanche i tentativi di restare in contatto possono censurare

Un sorriso dietro la mascherina

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Il lavoro in un Pronto soccorso di Roma. L'allarme per il primo malato di Coronavirus. Benedetta ripensa alle parole di Carrón sul Corriere della Sera e a quel "metodo" che vale per tutti: «A sostenerci non è l'intelligenza o il coraggio, ma una presenza»

La voglia di rispondere alla realtà è più forte

Lettere

Non potersi trovare insieme, non poter andare a messa. Per Elisa e Laura, la vera sfida non è «vedersi lo stesso» o «nonostante» ciò che sta accadendo. Ma provare a stare di fronte a una provocazione: che passo ci è chiesto?

Una domanda in reparto: «Ma tu chi sei?»

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Lei è un'infermiera che lavora con pazienti positivi al Covid19. Le grida di una donna al telefono. Un anziano prete impaurito. Due episodi in cui, dentro al lavoro, «Cristo mi ha chiesto: "Hai paura? Ti fidi di me?"»

La mia nuova vita (anche) grazie al Coronavirus

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Tornare all'essenziale, pregare e seguire - come si può - i gesti indicati dal movimento. Efrem racconta come, e perché, si può vivere "il centuplo quaggiù" anche chiusi in casa da giorni